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Quando l'istituzione c'e'
Editoriali di Assistenza al VoloDomenica, agosto 09 @ 20:21:33 CEST

Editoriale pubblicato su "Assistenza al Volo" nel n° 2 del 2009
L’incredibile vicenda dei nostri colleghi di Decimomannu, ingiustamente condannati per aver operato nel pieno rispetto della normativa tecnica loro fornita, è nota ormai a tutti, non solo ai controllori, ma all’intera comunità aeronautica internazionale.
Quella stessa comunità che in più occasioni ha censurato il modus operandi di certa magistratura che, anche se in perfetta buona fede e con l’intento di porsi a guardiano della sicurezza dei cittadini, eccedendo però in facili criminalizzazioni e spietate cacce al capro espiatorio non facilita lo sviluppo della just culture, ottenendo di fatto risultati esattamente contrari ovvero la possibilità di prevenire il ripetersi di analoghe tragedie aviatorie. Meno nota invece è la reazione avutasi da parte delle Istituzioni Aeronautiche.
Indubbiamente il I grado di giudizio ha suscitato un certo sbigottimento e naturali titubanze all’interno della Forza Armata anche per l’equivoco atteggiamento di chi come ANSV, avrebbe dovuto immediatamente chiarire, in quanto suo compito istituzionale, la dinamica tecnica dell’evento con una relazione che ne circostanziasse le cause (relazione ancora assente oggi a distanza di ben cinque anni dall’evento!). Le inadeguate motivazioni della sentenza, depositate un anno dopo il verdetto di condanna, hanno offerto all’Aeronautica Militare concrete ragioni per superare le incertezze ed intervenire, affiancando e sostenendo, come lo Stato dovrebbe sempre fare in circostanze analoghe, i propri dipendenti, perseguitati da una Dea più bendata che mai. L’ha fatto mobilitando i massimi vertici dell’Arma Azzurra che sono stati particolarmente vicini ai nostri colleghi, non solo con le parole o con visite di circostanza, ma mettendo a disposizione professionalità ed esperienze di alto profilo all’interno dell’organizzazione militare.
ANACNA, dal canto suo, ha mantenuto un continuo e stretto contatto con gli uffici competenti dell’A.M., mettendo a disposizione degli stessi tutta la documentazione tecnica e giuridica nazionale ed internazionale disponibile in materia. L’Aeronautica Militare non si è limitata tuttavia a fare solo questo primo importante passo per supportare, sul piano tecnico, i due controllori del traffico aereo di Decimomannu che avevano subito un ingiusta e pesante condanna, ma è andata ben oltre e, individuando in alcune argomentazioni della sentenza risvolti tali da poter produrre situazioni di incertezza ed ingovernabilità dei controllori tutti, si è posta il problema, nell’interesse non solo dei soggetti coinvolti, ma dell’Istituzione stessa e quindi dello Stato, di creare le migliori condizioni affinché nel futuro giudizio di appello si faccia strada nella Corte un’adeguata valutazione di quali siano i compiti che in realtà i controllori sono chiamati a svolgere e come le loro responsabilità vadano ben distinte da quelle dei piloti.
Per tali ragioni l’Avvocatura dello Stato, che normalmente provvede alla tutela legale dei diritti e degli interessi dello Stato stesso, è stata sollecitata a sostenere in giudizio le ragioni dei controllori e con esse, riteniamo poter affermare, quelle dell’intera Aeronautica Militare. L'Avvocato dello Stato designato, che corrisponde direttamente con le Amministrazioni, alle quali richiede tutti i chiarimenti, le notizie e i documenti necessari per l'adempimento delle sue attribuzioni, ha svolto finora, a nostro avviso con estrema cura, attenzione e professionalità il delicato compito a lui assegnato. Il ricorso in appello predisposto dal difensore “erariale” e depositato lo scorso aprile, appare chiaro, efficace e ben motivato, lasciando aperte le speranze ad una positiva conclusione del giudizio di II grado. Comunque a prescindere da quello che sarà l’esito finale, che ci auguriamo ovviamente favorevole ai colleghi, vi è da sottolineare e da apprezzare il modo responsabile e compatto con cui l’Aeronautica Militare ha affrontato un delicato ed importante caso giudiziario dalle imprevedibili ricadute funzionali, offrendo agli sfortunati controllori coinvolti ogni tipo di aiuto, materiale e morale. I nostri colleghi di Decimomannu hanno sentito alleviare la loro sofferenza dalla forte presenza dei massimi vertici militari che ne hanno condiviso istanze e doglianze e che li hanno affiancati ed incoraggiati. Quando lo Stato o un Istituzione è presente ed attenta, chi lavora al suo servizio lo percepisce e viene spronato a fare sempre meglio. E’ infatti essenziale trovare la giusta combinazione tra i diritti alla difesa di chi opera in attività a rischio autorizzato e responsabilità del datore di lavoro che a questi delega funzioni tanto delicate e complesse. Fuggire dalle proprie responsabilità istituzionali non paga e soprattutto non aiuta ad alimentare nei cittadini la necessaria fiducia nello Stato. L’augurio è che quanto l’Aeronautica Militare ha fatto e sta ancora facendo a sostegno dei controllori di Cagliari Avvicinamento divenga modello di comportamento per le Istituzioni tutte.

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