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BEGINNERS --> Il Controllo di Area
Contenuto: Lo spazio aereo - L'ente
LO SPAZIO AEREO
Il servizio di controllo di Aerea (o come detto
tutt'ora, anche impropriamente, di Regione o di Aerovia) assolve
allo scopo di riceve dall'Ente di controllo di avvicinamento gli aeromobili,
che decollati, hanno seguito parte della salita iniziale per raggiungere
il livello di crociera oppure trasferire, a questo, gli aeromobili
che lasciano l'aerovia per continuare la discesa verso l'aeroporto
di destinazione.
Lo spazio aereo all’interno del quale viene fornito il Servizio
di Controllo di Regione è denominato Regione di Controllo (CTA).
Le CTA sono delineate in maniera tale da includere uno spazio aereo
sufficiente a contenere le traiettorie, o parte di esse, dei voli
ai quali si intende fornire il Servizio di Controllo del Traffico
Aereo tenendo conto delle caratteristiche tecniche delle radioassistenze
necessarie alla navigazione degli aeromobili disponibili in quell’area.
La CTA è posta al di sotto di una Regione di Controllo superiore
(Upper Control Area/UTA). In tal caso il suo limite superiore dovrà coincidere
con il limite inferiore della regione superiore. Una CTA costituita alla
confluenza di più rotte ATS, nelle vicinanze di una o più aeroporti
importanti, normalmente viene denominata Regione Terminale di Controllo
(Terminal Control Area/TMA). Quando la densità di
traffico è tale
da far ritenere necessario estendere il Servizio di Controllo al traffico
in rotta, vengono istituite le rotte ATS designate per l’incanalamento
del traffico aereo allo scopo di poter fornire i servizi del traffico
aereo. Geograficamente esistono 4 aree in Italia, elencate
in AIP:
- Area
di Milano ACC;
- Area di Padova ACC;
- Area di Roma ACC;
- Area di Brindisi ACC.
Le aree di Milano ACC e Padova ACC sono entrambe contenute nella FIR
di Milano:
L’ENTE
Nel caso di una CTA di limitate dimensioni, dove non è istituito
alcun ACC (Area Control Center), il servizio di Controllo
di Regione può essere
fornito dall’ente
che fornisce il servizio di controllo di avvicinamento in una CTR (Control
Zone). Sebbene possa essere delegato, in talune circostanze, a
svolgere anche compiti di Controllo di Avvicinamento (come avviene
nella zona romana in cui sono gestiti anche Fiumicino e Ciampino e
quella milanese con Malpensa e Linate, in cui il traffico in arrivo
e partenze raggiunge punte di 1600 voli al giorno), la principale attività di
un ACC è rivolta
al traffico in rotta su vaste aree. I voli giornalieri medi in movimento
nei cieli europei nel 2005 sono stati circa 30.000, sui cieli italiani
nei momenti di punta anche 5000.
L’ACC
può utilizzare
diverse tecniche a procedure di controllo che vanno dalle più semplici
procedure di controllo non-radar su di un numero contenuto di rotte
e per una quantità di
traffico non elevata ai sofisticati sistemi radar automatizzati per
il controllo dei grandi flussi di traffico e delle complesse aree terminali.
All’ACC è inoltre
affidata la gestione del Servizio Consultivo del traffico Aereo (ADS).
Per motivi di organizzazione del lavoro, un ACC è suddiviso in
settori operativi che si sviluppano sia orizzontalmente che verticalmente.
Un settore di controllo non è altro che un volume di spazio aereo
all’interno
del quale opera un unico team di controllori. Il numero dei controllori
costituenti il team dipende dalla quantità e complessità del
traffico aereo gestito e controllato. La complessità delle operazioni
ATC, dei coordinamenti con altri enti ATC limitrofi, richiede la presenza
nello stesso settore, di almeno due controllori, il primo dei quali ha
la responsabilità della
pianificazione strategica delle operazioni mentre all’altro, che
gestisce direttamente le comunicazioni radio con i piloti, compete la
responsabilità tattica
delle operazioni (esecuzione).

La rotta del volo Continental 200 prevede il sorvolo dell’Isola
del Giglio, dell’Isola Elba, di Genova e di Voghera. Dopo essere
stato in contatto con la torre di controllo di Fiumicino subito dopo
il decollo è stato
trasferito in contatto con il settore DEP di Roma ACC sotto il
controllo del quale ha percorso la rotta di partenza ed effettuato la
salita iniziale. Approssimandosi al confine della propria area di giurisdizione,
che dalle coste laziali si estende sul mare fino ad un centinaio di chilometri
il controllore del settore partenze trasferisce il Continental 200 (COA200,
così sarà scritto sulle strips elettroniche) al controllore
del settore NW1 che ha giurisdizione in un area attigua alla precedente
e che si estende ad Ovest fino ai confini con la Corsica, a nord a metà strada
tra l’isola d’Elba
e Genova mentre ad est è delimitata da una spezzata attestata
su Ostia (Roma) , l’isola
del Giglio, l’isola d’Elba e Genova, che ne assumerà il
controllo fino ai confini dello spazio aereo di propria giurisdizione.
Completata la salita fino al livello di crociera, sorvolata l’Isola
d’Elba a
nord della stessa il controllore del settore nord-ovest di Roma ACC lo
trasferirà al
controllore di Milano ACC (in questo caso il confine del settore nord-ovest
di Roma ACC coincide anche con il confine della regione di controllo
di Roma ACC) che ne assumerà il controllo fino al confine del
proprio spazio aereo per poi trasferirlo al settore attiguo. Il trasferimento
di controllo del COA200 tra i settori di Milano ACC
si ripeterà fino
al trasferimento alla torre di controllo di Malpensa.
Dalla messa in moto avvenuta sull’aeroporto di Fiumicino fino allo
spegnimento dei motori sulla piazzola di parcheggio dell’aeroporto
di Malpensa il COA200
sarà sempre sotto il controllo di un ente ATC sia questo la torre
di Fiumicino, un settore di controllo di Roma ACC o Milano ACC o la torre
di Malpensa. Per quanto detto, durante l’intero
volo la responsabilità complessiva per le operazioni di controllo è dell’entre
di controllo (TRW APP o ACC) entro il cui spazio aereo di giurisdizione
si svolge il volo, anche quando il controllo tattico di uno o più aeromobili
sia delegato ad un altro ente ATC. La responsabilità termina quando
il volo attraversa, in uscita, il punto specificato come “punto
di trasferimento di controllo” da un entre ad un altro. Il metodo
di controllo che potrebbe essere procedurale (avarie
del sistema radar) è ormai solamente radar.
Tenendo in considerazione i numeri dei voli giornalieri medi che solcano
i cieli italiani e l'impossibilità di frammentare eccessivamente
lo spazio aereo con microsettori verticalmente oppure lateralmente
confinanti (che se da una parte consentirebbero di avere un minor numero
di aeromobili per settore abbassando la densità specifica per
quel volume, dall'altra renderebbero le procedure di coordinamento
intersettoriale molto rigide e difficili da seguire) oggi si lavora
con settori di controllo vasti almeno 100.000 miglia quadrate ed è molto
facile arrivare a gestire nelle ore di traffico medio anche 8/10 aeromobili
contemporaneamente nei loro movimenti che spesso si intersecano come
boccie sul tavolo da biliardo. Nelle ore di punta il carico
massimo di settore raggiunge mediamente il valore di 42/52 aeromobili
per ora. A carico massimo
il lavoro è frenetico e dovrebbe essere sincronizzato con il
resto dei settori contigui, non v'è molto spazio per assecondare
tutte le richieste dei piloti e qualunque evento non previsto (emergenza
in volo, avaria radio/radar,) rischi di modificare pesantemente i meccanismi
di lavoro. Al termine di questi "rush peaks" prolungati che
purtroppo diventano molto frequenti durante un turno lavorativo i controllori
del settore, che hanno "retto", si sentono spossati (la causa è la
scarica adrenalinica conseguente) e dovrebbero essere mandati in riposo
temporaneo. In un Ente complesso (tutti gli ACC, specifici APP e poche
TWR) normalmente dopo due ore di lavoro (riducibili ad una, una e mezza
nei settori densamente trafficati) si ottiene un periodo di riposo
di almeno 30 minuti.
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